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Tra genitori e figli: coppie incastrate fra due generazioni

Il sistema della famiglia è in continua evoluzione e si ritrova ad affrontare distinte transizioni durante il suo ciclo vitale: ogni fase nello specifico è caratterizzata da un evento puntuale che definisce il passaggio a un'altra fase.

Inizialmente, si è una coppia, poi si diventa genitori, successivamente si affrontano le sfide associate all'adolescenza dei figli e infine ci si prepara all'uscita dei figli di casa. Questi momenti cruciali comportano una rinegoziazione degli equilibri familiari e un adattamento alle nuove dinamiche.

Ma non è sempre così.

Molto più spesso infatti stiamo assistendo a cambiamenti strutturali all’interno della famiglia, causati da fattori differenti.

Basti pensare ad esempio all’aumento della longevità della popolazione, che comporta una durata più lunga e più complicata delle relazioni famigliari, sia nella coppia, che nei rapporti con la famiglia d’origine.  Inoltre, fattori socioeconomici connessi alla sempre maggior difficoltà di sviluppo dell’indipendenza economica portano spesso molti figli a rimanere a casa dei genitori per lungo tempo: disoccupazione, precarietà lavorativa, costo della vita elevato sono elementi che spesso inficiano il passaggio di emancipazione dei figli dalla famiglia d’origine.

Si assiste così a una modifica nella consueta configurazione familiare, e spesso capita che molte generazioni convivano nello stesso momento, causando una sovrapposizione di ruoli e una confusione dei confini generazionali, con più generazioni che vivono insieme e che si prendono cura l'una dell'altra. Questo può influenzare la struttura delle famiglie e le responsabilità di cura.

Numerose ricerche confermano che le famiglie che promuovono relazioni con la loro famiglia d’origine mostrano un migliore funzionamento. Tuttavia, le dinamiche genitoriali che coinvolgono il contributo dei nonni o di due nuclei familiari possono essere efficaci solo se i confini dell'autorità e delle responsabilità sono chiaramente definiti, mantenendo un clima di reciproco rispetto.

Come sottolinea Andolfi, infatti, sempre più spesso possono verificarsi alcune configurazioni familiari in cui la coppia risulta schiacciata tra due generazioni.  Attualmente, molte coppie si trovano nella situazione di dover assistere sia i genitori anziani che i figli, trovandosi così intrappolate in questa duplice responsabilità.

La crescente longevità della generazione anziana porta spesso i nonni a essere una presenza costante nella vita della coppia e nella crescita dei nipoti. Quando uno dei genitori anziani è malato, è sempre più frequente che la famiglia debba assumersi l'onere della cura, imponendo pesanti sacrifici alle generazioni più giovani.

L'impegno nel prendersi cura di genitori anziani bisognosi di assistenza per lunghi periodi così può essere estremamente gravoso e logorante per la coppia, sotto molteplici aspetti. Ad esempio, il sacrificio di tempo dedicato alla cura degli anziani può compromettere la possibilità di bilanciare i bisogni e le esigenze della coppia; il forte stress emotivo può avere un impatto significativo sulla qualità dei rapporti famigliari, inficiando il benessere non solo individuale ma dell’intero sistema familiare: possono infatti emergere maggiori tensioni, conflitti e disaccordi; alcuni membri della famiglia, se non lo stesso partner possono sentirsi messi da parte. Si possono sviluppare inoltre sentimenti di colpa e frustrazione nel momento in cui la coppia potrebbe sentirsi costretta a fare scelte difficili tra le proprie esigenze e il bisogno di assistere i genitori anziani.

Inoltre, in una fase simile del ciclo vitale della coppia, solitamente l'uscita dei figli favorisce l'affronto di una nuova tappa evolutiva dove i partner possono trovare una nuova intesa e nuovi equilibri affettivi, ricalibrando gli impegni di cura e diminuendo progressivamente l’accudimento nei confronti dei figli stessi.

Se ciò tuttavia non avviene, a causa delle difficoltà socio economiche prima citate, ci ritroviamo in una condizione chiamata “nido pieno”, cioè in una configurazione familiare caratterizzata dalla presenza non solo di genitori anziani o altri parenti anziani che necessitano di assistenza e supporto, ma anche di figli che non riescono a “ lasciare il nido”: in questi casi infatti non risulta loro possibile sganciarsi dal contesto familiare e conquistare un loro livello di autonomia, con il risultato di rimanere “intrappolati” nella famiglia di origine fino all’età adulta.  

Questo scenario può mettere a dura prova anche le coppie più solide, portandole ad affrontare crisi e sfide significative: possono infatti manifestarsi sintomi depressivi in uno o entrambi i partner, oppure il legame di coppia può erodersi gradualmente, portando a dinamiche disgregative che non riflettono necessariamente la qualità del rapporto, ma piuttosto le sfide dell'ambiente sociale che le coppie si trovano a dover affrontare.

È opportuno tener presente che al giorno d’oggi è sempre più probabile che si verifichi un ’aumento di queste configurazioni e che la problematicità della gestione di tali situazioni può comportare un’enorme fatica per tutti i membri della famiglia.

In questi casi un sostegno psicologico appropriato può favorire lo sviluppo di una maggiore resilienza familiare, l'adozione di maggiori competenze comunicative, di efficaci risorse emotive e psicologiche utili per gestire le sfide quotidiane e migliorare il benessere sia individuale che quello di tutti i membri della famiglia.




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