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Il benessere individuale e organizzativo in ambito lavorativo e il work-life balance

La psicologia sta sempre più esplorando le vie per promuovere il benessere umano, analizzando i fattori che lo possono favorire in tutti gli aspetti della vita individuale, inclusa la sfera lavorativa. Secondo i dati dell'ISTAT, in Italia, in media, un lavoratore dedica circa un terzo della sua giornata al lavoro. Questo dato sottolinea l'importanza fondamentale di prendersi cura del benessere sul posto di lavoro, proprio perché ha un impatto significativo sul quotidiano e sulla qualità della vita complessiva delle persone.

Nel 2009, l'Unione Europea ha definito il benessere lavorativo come lo "stato mentale e fisico dei lavoratori derivante da un equilibrio armonioso tra lavoro, ambiente circostante e tempo libero", evidenziando la varietà di fattori che influenzano la loro salute.

In generale, il benessere include sia gli elementi fisici e strutturali che contribuiscono alla sicurezza e al miglioramento dell'ambiente fisico sul luogo di lavoro, sia gli aspetti legati alla possibilità di sviluppo delle performance e della soddisfazione lavorativa, in termini di efficacia, efficienza, maggior equilibrio mentale e migliori stili di vita. Si parla quindi di benessere a livello individuale, riferito al singolo lavoratore, e di benessere organizzativo, relativo all'ambiente in cui i lavoratori operano, considerando le peculiarità dei vari contesti lavorativi.

La promozione del benessere sul posto di lavoro diviene così il risultato di un impegno congiunto che coinvolge i datori di lavoro, i team, i manager e i dipendenti stessi, al fine di favorire un benessere organizzativo generale; questo si traduce nella capacità dell'azienda di incentivare e preservare il benessere fisico, psicologico e sociale dei suoi lavoratori, migliorando la soddisfazione, la felicità e la salute mentale dei suoi membri, e allo stesso tempo la produttività, l’efficienza e la  performance complessiva. Agendo concretamente su diversi aspetti, come il clima organizzativo, il coinvolgimento dei dipendenti, il supporto sociale sul luogo di lavoro, la gestione dello stress, il bilanciamento tra vita lavorativa e privata, si possono ottenere risultati complessivi significativi.

Un esempio concreto di come benessere individuale e benessere organizzativo siano profondamente connessi riguarda l'equilibrio tra lavoro e vita privata, noto anche come work-life balance, uno dei fattori che influisce maggiormente sul benessere individuale.  Questo equilibrio riflette la capacità di gestire in modo bilanciato gli impegni professionali e quelli personali. Evidenze scientifiche dimostrano sempre più che un buon equilibrio tra lavoro e vita privata aiuta a prevenire problemi di salute correlati allo stress, come irritabilità, stanchezza, disturbi del sonno, burn-out e problemi psicologici. Inoltre, favorisce il pieno godimento del tempo libero, consentendo di dedicarsi alle relazioni significative e alle attività piacevoli. Quando si vive un disequilibrio e si sperimentano sintomi correlati, diventa importante riconsiderare e riequilibrare questa dimensione, sia nell’ottica di azione individuale, sia a livello organizzativo.

Il singolo ha infatti un ruolo attivo nella costruzione del proprio benessere e può adottare varie strategie per migliorare il proprio bilanciamento tra lavoro e vita. Queste strategie possono includere, tra le tante, la pianificazione anticipata delle attività lavorative e ricreative, la definizione di priorità e la creazione di orari definiti per il lavoro e il tempo libero. Inoltre, è importante dedicarsi ad attività piacevoli, socializzare con i colleghi e comunicare con loro o con i superiori per favorire un migliore equilibrio.

È altrettanto importante però considerare il ruolo dell'ambiente organizzativo in cui si lavora. Sempre più lavoratori, infatti, ritengono essenziale che i datori di lavoro offrano strumenti per bilanciare lavoro e vita privata. Le aziende dispongono di diversi strumenti per favorire il work life balance dei dipendenti, tra cui l’orario flessibile, la programmazione di riunioni, corsi entro le ore lavorative standard, il lavoro da remoto.

Affinché questi strumenti siano efficaci, è necessaria una cultura aziendale basata sulla fiducia e sull'orientamento ai risultati, unita a una strategia complessiva che valorizzi le persone e le loro diverse necessità lungo tutto il ciclo di vita lavorativo. Ciò che è importante sottolineare è che questa cultura, qualora non funzionasse, può essere modificata e trasformata, nell’ottica di favorire processi di cambiamento e apportare miglioramenti ai singoli e all’organizzazione stessa.



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