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Notte prima degli esami: quando è l'ansia a farci compagnia

Metà giugno, per molti studenti, è un periodo caratterizzato da ansia per l’attesa e l’effettivo svolgimento degli esami.  Oltre 500mila studenti stanno infatti affrontando in questi giorni gli esami di terza media, e altrettanti saranno a breve coinvolti nelle prove di maturità.

Ma quali sensazioni accompagnano questi esami, così spesso temuti e allo stesso tempo così tanto desiderati, perché rappresentano la fine del percorso scolastico?

Ansia, preoccupazione, stress, ma anche vera e propria angoscia, paura del fallimento e senso di sopraffazione. È essenziale, in situazioni come queste, distinguere tra l'ansia fisiologica, tollerabile, che accompagna una normale preoccupazione legata a una situazione di valutazione, e l'ansia che invece è paralizzante, patologica, e che, purtroppo, sempre più spesso colpisce i nostri giovani e adolescenti. 

Si tratta infatti di una vera e propria ansia da prestazione, che non solo compromette la prestazione scolastica, ma che altera l’intera percezione del percorso educativo affrontato e minaccia l’autostima. Un’ansia così forte spesso nasconde timori profondi, come la paura del giudizio, del fallimento e dell'insuccesso, e che si manifesta sempre più precocemente. Fin dalle scuole elementari, i bambini possono infatti sviluppare un’eccessiva preoccupazione di sbagliare o di prendere brutti voti, temendo le critiche dei genitori e insegnanti, e il confronto con gli stessi coetanei. I ragazzi spesso non sono preparati a gestire emozioni così contrastanti, e la società non fa altro che fornire modelli sempre di più diretti verso la competizione e il raggiungimento di prestazioni ottimali; si lascia così poco spazio all’espressione, alla gestione e all'accettazione delle emozioni, e la valorizzazione delle risorse individuali viene abbandonata, in favore della critica e del giudizio di quegli aspetti che invece sono da migliorare.

Così il pensiero del fallimento e le cognizioni negative su di sé generano l’ansia anticipatoria che comporta sintomi fisici e cognitivi, che azzera la concentrazione e amplifica il peggioramento della prestazione. Si genera un circolo vizioso che può protrarsi per l'intero percorso scolastico e culminare pertanto, nell'esame di maturità, che diventa l'evento scatenante, la goccia che fa traboccare un vaso già colmo di paura del giudizio e timore del fallimento, influenzando negativamente la capacità di affrontare gli step successivi; la maturità viene vissuta come un evento giudicante, non della prestazione scolastica, ma dell’intera persona, che incide sulla percezione del futuro e della possibilità della stessa di affermarsi personalmente e professionalmente: l’immagine di sé è messa a rischio e il senso di inadeguatezza che si genera aumenta la probabilità di sviluppo di sintomi depressivi, ritiro dalle situazioni e  disinvestimento. 

Per evitare che l’ansia diventi distruttiva è opportuno lavorare con i nostri giovani e con le loro persone di riferimento, sia in ambito famigliare che educativo affinchè sia possibile riconoscere e gestire in modo più funzionale quelle emozioni che li paralizzano. Da un lato, infatti, la scuola ha la finalità di essere un ambiente di crescita personale e sociale; pertanto, deve diventare concretamente un contesto in cui il voto non definisce una persona, ma in cui l'attenzione è posta sul processo di apprendimento e sul benessere degli studenti.  Dall’altro il supporto fornito dai genitori è un elemento centrale per far sì che i ragazzi non si sentano schiacciati dalle aspettative e che anzi si sentano alleviati dal carico emotivo esistente. La valorizzazione dei successi e delle esperienze positive derivanti dall’ambiente scolastico consente ai genitori di alleviare le tensioni dei figli. 

Infine un supporto psicologico mirato e tempestivo può essere un elemento fondamentale e salvifico per riequilibrare una situazione di stallo e infondere la fiducia necessaria ad affrontare le problematiche e a raggiungere gli obiettivi desiderati: ristrutturare i pensieri e le cognizioni negative, creare delle aspettative realistiche e realizzabili, valorizzare le risorse individuali e incrementare la motivazione al cambiamento sono strumenti utili e che possono incidere in maniera significativa sul benessere individuale e scolastico.  




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