QUANTO POSSONO INFLUENZARCI GLI ALTRI? ECCO COSA CI DICONO GLI ESPERIMENTI SOCIALI

Aggiornamento: 25 nov

La psicologia si occupa anche di come le persone reagiscono di fronte alle situazioni e del motivo dei comportamenti umani in situazioni di collettività. Esistono vari esperimenti nella storia della psicologia sociale che sono serviti a dimostrare alcune teorie interessanti. Di seguito possiamo vederne alcuni esempi:


Responsabilità collettiva e anonimato – Kitty Genovese (Latanè e Darley)

L’effetto spettatore è un costrutto analizzato dagli psicologi sociali Latanè e Darley (1968) e fa riferimento al fatto che di fronte ad un’emergenza più spettatori sono presenti maggiore è la probabilità che nessuno intervenga.

Questo costrutto è stato studiato a partire da un caso di cronaca nera del 1964 quando Kitty Genovese, una giovane ragazza di New York, venne assassinata. Si stima che molte persone abbiano assistito al fatto senza intervenire. In principio si parlava di “decadenza morale”, ma gli psicologi Latanè e Darley parlano di diffusione di responsabilità legata alla convinzione che qualcun altro si sia già mosso per aiutare.

Approfondendo questo concetto gli psicologi hanno condotto degli esperimenti attraverso i quali hanno dimostrato che più spettatori sono presenti di fronte ad un’emergenza minore è la possibilità di intervento di ciascuno. Al contrario se lo spettatore è da solo è più probabile che intervenga perché sente maggiormente la responsabilità.


L’esperimento di Zimbardo – Prigione di Stanford


Uno degli esperimenti più conosciuti è il cosiddetto esperimento della prigione di Zimbardo. Questo psicologo nel 1971 ha creato presso l’Università di Stanford una “prigione” assegnando ai partecipanti volontari i ruoli di prigionieri e secondini mettendo se stesso a capo della “prigione”. L’esperimento gli è però sfuggito di mano quando tutti si sono così immedesimati nei propri ruoli, lui compreso, che hanno smesso di vivere la situazione come un semplice esperimento e hanno iniziato a viverla come reale. Le “guardie” hanno cominciato ad attuare comportamenti sempre più brutali e l’esperimento si è dovuto concludere in anticipo dopo solo sei giorni invece delle due settimane stabilite. In questo esperimento si è visto come in determinate circostanze ogni persona può partecipare ad azioni “cattive” grazie alla pressione di gruppo, all’anonimato, alla diffusione di responsabilità e all’esercizio del potere sugli altri. Il ruolo in cui una persona si identifica influisce sul suo comportamento. Nel caso descritto nessuno dei “prigionieri” ha deciso di andarsene nonostante nel contratto fosse presente la possibilità di farlo perché ormai si consideravano davvero tali.


L’esperimento di Milgram – esperimento sull’autorità


L’esperimento di Stanley Milgram sull’autorità (1963) intende dimostrare come le persone soggette al potere dell’autorità possono arrivare anche a fare del male agli altri semplicemente perché viene ordinato loro di farlo. Questo esperimento è nato a partire da alcune riflessioni sul periodo nazista: come è possibile che il nazismo possa aver portato alla morte di così tante persone per il volere di un solo uomo? Durante questo esperimento ai partecipanti venne chiesto di dare delle “scosse elettriche” ad un altro che assumeva il ruolo dello studente, in realtà complice dell'esperimento, quando questi sbagliava a rispondere a delle domande. Lo sperimentatore continuava ad incoraggiare i partecipanti a proseguire con le scosse e in quasi tutti i casi questi sono andati fino in fondo nonostante i “lamenti” del complice nella parte dello studente. Sono state analizzate altre variabili come il fatto che vedere la “vittima”, invece che sentirne solo i lamenti, portava le persone a fermarsi prima, così come se ad incoraggiarli era un assistente dello sperimentatore la cui autorità non veniva riconosciuta di pari importanza.


Il conformismo – Asch


Solomon Asch è uno psicologo sociale che nel 1956 ha dimostrato con un semplice esperimento come la pressione dovuta al gruppo possa portare le persone a conformarsi. L’esperimento prevedeva di presentare tre linee ad un gruppo di partecipanti ai quali veniva chiesto di esprimere ad alta voce quale tra le tre fosse uguale a una “linea campione”. Le differenze erano piuttosto ovvie, ma poichè all’interno del gruppo erano presenti anche complici dello sperimentatore che davano risposte palesemente sbagliate, sorprendentemente nel 75% dei casi i partecipanti si adeguarono alle risposte date da questi membri del gruppo rispondendo anche essi in modo errato.

Questo fenomeno è dovuto alla paura di essere giudicati e di sbagliare di fronte ad una maggioranza che si trova d’accordo su una determinata risposta. Per verificare tale ipotesi l’esperimento è stato svolto chiedendo ai soggetti di esprimere il proprio parere in forma scritta. In questo caso non si verificava la medesima influenza del gruppo.


Tutti questi studi dimostrano come in varie situazioni nella vita le persone possano essere influenzate. Quando questo accade in situazioni di emergenza o di comportamenti amorali ciò non rende le persone necessariamente “cattive”. Bisogna però essere consapevoli di questi aspetti perché ciò riduce la possibilità di attuare questo genere di comportamenti e accresce la probabilità di non farsi influenzare dal gruppo perché essere o pensare in modo diverso non vuol dire avere torto.


Virginia Milesi Ferretti

Centro Studi Famiglia


Fonti:

https://www.stateofmind.it/2016/03/effetto-spettatore-milgram-psicologia-sociale

https://www.stateofmind.it/2015/07/philip-zimbardo-heroism

https://www.stateofmind.it/2016/04/esperimento-obbedienza-milgram

https://psiche.org/classici-della-psicologia/conformismo-solomon-asch

https://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana/le-grandi-ricerche/78-l-individuo-e-libero-nei-suoi-giudizi-o-e-fortemente-influenzato-dalle-opinioni-della-maggioranza

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