LE NUOVE SFIDE PER LA COPPIA

Aggiornamento: 25 nov

Oggi, seppur esista ancora l’idea arcaica della famiglia in cui è l’uomo che lavora e la donna che svolge il ruolo di casalinga, sempre di più i ruoli nella coppia si stanno invertendo: sono le donne che mantengono la famiglia tramite il loro stipendio. In America esiste già un appellativo, ovvero “breadwinner”, e questa assunzione di maggiore autonomia della partner femminile e di dipendenza del partner maschile spesso reca fastidi in quest’ultimo.

«In altri Paesi è culturalmente accettato che anche una donna possa mantenere la famiglia» spiega Carlo Trionfi, psicologo e psicoterapeuta, durante un’intervista per Donna Moderna. «In Italia, invece, è ancora percepito dal maschio come un “affronto”, una minaccia al proprio ruolo nella famiglia e nella coppia. Per queste ragioni, facilmente prendono il sopravvento problemi come ansia o depressione, che amplificano il disagio e rendono più difficile reagire alla situazione. Allo stesso tempo, può anche capitare che l’uomo diventi aggressivo nei confronti della compagna, irritato dal peso che lei ha assunto nella coppia o in famiglia».

Ma il dottor Trionfi spiega anche quanto sia importate trovare un proprio stile: «Il buon senso direbbe di provare a reinventarsi, a rimettersi in gioco, se non è possibile trovare un lavoro identico a quello che si aveva prima. Nel frattempo, con lei che lavora, si può provare a dare una mano e calarsi nel ruolo domestico. Il segreto, per non sentirsi frustrati, è non imitare quello che lei fa in casa, ma muoversi a modo proprio». Non sempre è facile cambiare prospettiva, ma sicuramente non è impossibile: ognuno può dare una mano come può.


DESIDERIO DI GRAVIDANZA

Un altro aspetto che differenzia gli uomini dalle donne è la reazione all’impossibilità di diventare genitore. A proposito di ciò interviene la Dottoressa Chiara Lupo, psicologa e psicoterapeuta: «Le donne che non vogliono avere figli rimangono più concentrate su se stesse e, in molti casi, pensano che questo darà loro più chances di carriera, come succede ai maschi.» All’uomo sembra innaturale la mancanza del desiderio di maternità e la donna si sente quasi in obbligo di dare giustificazioni, come per esempio accusare il cattivo rapporto che ha sempre avuto con la propria madre.

«Quando ognuno rimane fermo sulla propria posizione c’è ben poco da fare» conclude la dottoressa Lupo. «Se, invece, le convinzioni non sono così profonde, vale la pena di spiegare le proprie ragioni. Per capire, magari, se il rifiuto di avere figli sottintende una insicurezza sul partner o il timore per le conseguenze, anche pratiche, di un cambiamento così importante. O se l’insistenza di lui è solo dettata dalla paura di perdere lei, nella convinzione che un bambino possa unire una coppia in crisi sotto altri aspetti».


IL MATRIMONIO

Nell’immaginario maschile si pensa che ogni donna desideri andare all’altare con l’abito bianco e, quando questo in una coppia non accade, l’uomo rimane spiazzato, come se non considerasse possibile che la sua partner non voglia sposarsi. «I maschi, in genere, sono molto attratti dal tipo di donna che si dichiara libera, salvo poi rimanerci malissimo se lei è coerente con quanto afferma» dice il Dottor Trionfi. «La reazione più classica? Svalutare la libertà che la compagna cerca e che fino a ieri il partner dichiarava di rispettare quanto e come lei. In realtà, mentre le donne sono abituate a fare i conti con un uomo che sfugge, giocando con la sfida e con l’idea che “tanto prima o poi cede”, un uomo che fa una proposta di matrimonio e riceve un rifiuto si sente impotente e deluso. Così, scoprendosi insicuro, può anche mettere in discussione il legame».

Quindi cosa bisogna fare? «In generale, in un rapporto di coppia è buona norma imparare ad accettare il rifiuto e a fare i conti con la propria frustrazione» spiega l’esperto. «In questo gli uomini fanno più fatica perché considerano la pazienza e la perseveranza due doti poco virili. Invece, sono proprio questi gli ingredienti che ci vorrebbero. Perché essere attenti ai bisogni del partner, rispettare i suoi tempi, imparare che quello che si vuole ottenere può anche richiedere qualche mese di riflessione, ha un effetto molto benefico sulla relazione».


IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Per legge gli uomini possono richiedere il congedo di paternità alla nascita del figlio. Il congedo aiuta la coppia a gestire la nuova situazione familiare, ma molto spesso quest’opportunità non viene sfruttata.

«Gli uomini vedono così fortemente minacciato il loro ruolo di maschio che lo presidiano anche nelle situazioni in cui gli piacerebbe abbandonarlo. Il timore è quello di perderlo per sempre» commenta il Dottor Trionfi. «In fondo un uomo ha paura che la compagna gli dica: “Se ti hanno concesso il congedo di paternità, allora potrai anche tornare prima a casa la sera...”. Alla paura di essere messo sotto pressione si aggiunge il timore che, organizzando il lavoro in modo diverso, i capi possano reputarlo meno affidabile. O che gli amici comincino a vederlo come uno che ha abdicato al suo ruolo».

«L’uomo, per superare l’impasse in cui si trova negli ultimi anni, dovrebbe comprendere che la vera forza sta nel rivalutare il suo ruolo sia all’interno della coppia sia con i figli. Abbandonando il cliché del maschio “sul trono”, forte davanti ai colleghi e sempre disponibile e preparato di fronte al capo» prosegue l’esperto. «Questa posizione rigida, infatti, non è più in sintonia con i cambiamenti che sono avvenuti nel rapporto uomo-donna e all’interno della famiglia. I maschi di oggi, in realtà, vogliono davvero prendersi cura dei loro figli ed entrano in crisi perché, spesso, hanno paura a dirlo. E, soprattutto, non riescono a farlo».


AVERE UN FIGLIO IN ETÀ MATURA

Oggi con le nuove tecnologie si può procedere con la fecondazione assistita anche in età matura e quindi realizzare il desiderio di genitorialità anche in fasi avanzate della vita.

«Quando una donna vuole dei figli è inarrestabile» afferma la Dottoressa Lupo. «Anche se ha una relazione, e lui non è d’accordo, può arrivare al punto di decidere di avere un bambino da sola. Questo accadeva anche quando non esisteva l’inseminazione artificiale: allora si ricorreva a metodi più naturali, come l’amante di una notte oppure un amico disponibile. Oggi, in genere, di fronte a un compagno riluttante lei cerca tutti gli argomenti per farlo cedere, magari promettendogli che si accollerà tutte le fatiche. Spesso, riesce a convincerlo. Se però l’uomo è irremovibile, di solito la coppia non regge la tensione e si separa».

Ma è sempre negativo per la coppia non avere figli? «Una relazione dove i figli non sono previsti ha indubbi vantaggi: c’è più tempo per se stessi e per il proprio benessere, si può godere di maggiori occasioni di svago, c’è la possibilità di fare una brillante carriera e, in genere, si hanno meno preoccupazioni economiche» continua l’esperta. «Per distogliere la compagna dal desiderio di un bambino, lui può provare a sottolineare tutti questi aspetti. Ma deve dirlo subito. Farle credere di voler mettere su famiglia e poi fare marcia indietro, è un errore. A quel punto, infatti, lei non cambierà mai idea».


LA GELOSIA

La gelosia nella coppia è qualcosa che è da sempre esistita. Gli sguardi e i commenti di apprezzamento verso il proprio partner da parte di esterni è qualcosa che può generare fastidio.

Cosa bisogna fare? «Bisogna prima di tutto fare una distinzione. Ci sono due tipi di gelosia» spiega la Dottoressa Lupo. «Ce n’è una ironica, divertente, persino stimolante per la coppia: è quella che nasce anche dalla soddisfazione di stare con una donna molto desiderata. C’è un tipo di gelosia, invece, che si trasforma in aggressività verso di lei. Si verifica in genere quando, sotto sotto, c’è un problema di fiducia sia verso se stessi sia nei confronti di lei. E un sentimento del genere non porta benefici alla coppia».

«Questo tipo di gelosia» sottolinea la dottoressa «nasconde un meccanismo perverso. Da un lato l’uomo vuole essere invidiato per essere in compagnia di una donna che non passa inosservata. Però, essendo insicuro, patisce gli sguardi che le lanciano gli altri. La strada da percorrere, per quanto difficile, è provare a rivalutarsi, convincendosi che ci sono ottime ragioni per meritare il suo amore, invece di avvelenare tutto con la diffidenza».


TI SUPPORTO, MA A VOLTE NON TI SOPPORTO

Quando le donne prediligono la propria carriera rispetto alla vita di coppia, l’uomo tende generalmente a supportare la propria partner, però vorrebbe che queste attenzioni venissero ricambiate. Quindi che cosa succede?

«È facile che in questi casi si sviluppi una situazione di sofferenza» spiega la Dottoressa Lupo, aggiungendo: «Gli uomini non sono abituati a esternare le proprie richieste come facciamo noi, soprattutto quando si tratta di rivelare i malumori causati dalle troppo ore che lei passa in ufficio. Un uomo che soffre perché lei è poco accogliente e attenta, vive il disagio in silenzio e accumula malcontento e rancore. Così succede che, alla prima occasione, lui esprima le sue esigenze con aggressività».

«Gli uomini non devono avere paura di affrontare un sano scontro, quello in cui si fanno presenti i propri disagi senza nervosismo e senza forzare l’altro. Se lui sente che lei nella vita quotidiana è distante, fa bene a farlo presente subito, prima che si creino lacerazioni difficili da ricucire. E, visto che gli uomini hanno sempre paura di apparire poco virili, è bene ricordare che chiedere non vuol dire essere lagnosi, ma porre un problema per cercare di superarlo insieme».

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