La Dottoressa Lupo parla dei giovani nell’emergenza Covid-19 sul corriere della sera del 11/03/2020

Aggiornamento: 25 nov


"Come si fa a continuare a vivere? Come si fa a restare chiusi in casa non perché bisogna studiare, non perché lo dice il papà o la mamma ma perché non c’è alternativa. Questa infezione chiede ai ragazzi di evitare il contatto, impone a una generazione sempre in movimento e sempre in relazione di evitare ciò che per loro è la linfa vitale: il contatto con gli altri, e obbliga a stare lontano, chiusi in casa. Si sono ribellati per le prime settimane, dando degli esagerati, dei fissati a genitori, nonni e insegnanti che dicevano loro di fare attenzione e osservare regole contronatura, da ritirati sociali. Ora che è chiaro che ci si trova davanti ad una situazione critica e che non si può più prendere le cose con la stessa leggerezza di prima, i ragazzi hanno trovato altri modi, metodi alternativi per trovarsi e parlare, trovando conforto l’uno nell’altro e condividendo le proprie esperienze giorno per giorno: quando qualcosa ci fa paura, o ci destabilizza cerchiamo la vicinanza, l’affetto e il conforto di chi ci vuole bene e verso cui proviamo affetto e i ragazzi cercano di organizzarsi per sostituire il contatto fisico con quello virtuale. Quando la paura aumenta non ci resta che trovare un modo per dimostrare al mondo e a noi stessi che siamo ancora vivi e che ancora riusciamo a mantenere viva dentro di noi la nostra umanità, le nostre caratteristiche di esseri umani senzienti. Il gioco, questo ci contraddistingue e ci fornisce qualità umane, la capacità di esorcizzare le paure, di risimbolizzarle e di dare loro un nuovo significato attraverso la comunicazione simbolica con i nostri simili. In questo momento in cui l’ansia si fa sentire forte e viva in noi tutti, i nostri figli, il popolo di adolescenti che trovavamo addormentati, sdraiati inermi sul divano, o anestetizzati dal telefono sembra essersi risvegliato e con fare allegro, talvolta beffardo, talvolta ingenuo, cerca di tenere vivo il gioco, lo scambio relazionale, e attraverso i canali digitali, attraverso l’etere resta in contatto e sfida il nemico che mette in ginocchio la sicurezza e la sicumera dei grandi: il virus. Rispetta le regole ma aggira la paura, si incontra in gruppi sempre più grandi, resta in contatto costante all’interno di videochat infinite, crea appuntamenti, incontri online e in questo modo combatte e ci mostra con allegria, con ironia, che la vita va avanti e che non basta difendersi dal contagio, dobbiamo anche difenderci dalle paure e dalle ansie che sono altrettanto contagiose."

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